Parco composto da 12 aerogeneratori, con una potenza installata di 24 Mw che dovrebbe sviluppare quasi 40 milioni di kw/ore all’anno.
Referendum sull’eolico Raggiunto il quoru
Urbania Ieri si sono chiuse le consultazioni popolari sull'impianto eolico in progetto nella zona di Montiego, Mente Picchio e Monte dei Torrini. I seggi si erano aperti giovedì 14 gennaio, e i cittadini dovevano decidere se pronunciarsi a favore o contro il progetto. Il quorum stabilito dall'amministrazione per ritenere valido il risultato era del 30 per cento sul totale dei votanti (dunque circa 1500 voti). Questa percentuale è stata superata e tutti gli attori dichiarano soddisfazione a prescindere dall'esito finale. Quattro incontri istituzionali e sei assemblee pubbliche, due riunioni con associazioni, sette incontri istituzionali esterni, un lavoro preparatorio di almeno 11 riunioni, 36 fra iniziative, lettere e documenti- dichiara il Sindaco Giuseppe Lucarini- questo è il lavoro per l' informazione della popolazione in questi mesi. Lucarini, che di principio non si è mai pronunciato a favore o contro, in precedenti dichiarazioni aveva denunciato la latitanza dei rappresentanti della Regione, che a norma di legge avrà l'ultima parola sul progetto. I due comitati, del Sì e del No, nati a ridosso del referendum, si erano trovati alla fine ad esprimere lo stesso parere negativo; la ditta proponente, la MTre, non aveva infatti presentato nelle sedi preposte alcuna modifica al primo progetto di impianto giudicato eccessivamente impattante. Con questo voto viene aggiunto un no chiaro alle cose che avevamo già detto nella conferenza dei servizi del 20 ottobre e che abbiamo ripetuto nel corso del sopralluogo: sull’area scelta per l’impianto vi sono ben due vincoli (paesaggistico di Montenerone e boschivo) e la visibilità dalla città è troppo evidente, nelle due strade che vengono da Fermignano e da Urbino, dal Barco persino esclama il Sindaco. Soddisfazione sul risultato anche dal gruppo di minoranza comunale Idee in comune, già schierato sul No.
Questo progetto di grande impatto ambientale e paesaggistico nasconde dietro il colore verde delle fonti rinnovabili un altro assalto violento al nostro territorio. Dopo lo sviluppo insensato di zone industriali e cementificazione estese che invadono senza nessun criterio tutte le vallate della provincia, che mangiano terra all'agricoltura e inquinano i fiumi - si tenta di portare il bussiness anche nelle cime dei monti in nome di una energia pulita e dello sviluppo sostenibile. La realtà è sempre più violenta e figlia di una società priva di scrupoli e che di sostenibile ha solo la teoria e non l'oggettività della situazione ambientale. La soluzione è sempre troppo semplice e troppo verde per essere presa in considerazione: utilizzare i tetti dei capannoni industriali per creare energia rinnovabile e iniziare un vero sviluppo sostenibile. Cosa che in realtà si è già iniziata a fare (vedi articolo Sole in Tasca), e azioni individuali di illuminati industriali della nostra provincia.
Marche per Rifiuti Zero
Il 25 luglio 2009 si è tenuta ad Ancona l'incontro indetto dall'associazione Marche per Rifiuti Zero. Hanno partecipato membri dei cinque comitati promotori di Fermo, Jesi, Montegranaro, Sassoferrato e Schieppe, membri di vari meetup di Beppe Grillo di Ancona, Civitanova ed Urbino, vari consiglieri comunali e singoli cittadini. Il prof. Francesco Grianti- fisico nucleare - docente dell'Università di Urbino ha tenuto una relazione, esaminato le varie risorse energetiche definite rinnovabili, evidenziando le problematiche dell'eolico: "si tratta di energia cinetica, e captarlo, significa privare altri territori del suo influsso. Quindi, in assenza di previsioni meteoriche esatte dell'influenza di qualsiasi campo eolico, è bene astenersi dal realizzarli, onde non compiere danni che potrebbero essere irreparabili". (Fonte incontro Marche per Rifiuti Zero : Facebook - Adriano Mei [nuova finestra]).
Comunicato stampa del Comune di Urbino - 28/07/2009
FORTE PREOCCUPAZIONE PER L’IMPATTO VISITO DEGLI IMPIANTI EOLICI SUL MONTE SAN LORENZO (CAGLI)
Con un parere già spedito alla Regione Marche, all’Amministrazione Provinciale, al Ministero per i Beni e le Attività Culturali; alla Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici e alla Rappresentanza permanente d’Italia presso l’Unesco di Parigi, la Giunta comunale di Urbino auspica che non si proceda con la realizzazione dell’Impianto eolico in località Monte San Lorenzo di Cagli. Alla base di questa posizione vi è l’impatto visivo che avrebbero i dodici tralicci con i rotori, ciascuno dei quali sarebbe alto (traliccio + pala) complessivamente circa cento metri. Per dare un’idea, il traliccio Rai più alto esistente sul Monte Nerone ha un impatto visivo di circa il 50 per cento inferiore a uno degli impianti eolici che si vogliono mettere sul crinale del territorio comunale cagliese. Si può immaginare che cosa potrebbe significare averne ben dodici.
“Il Comune di Urbino –dice l’assessore comunale all’Urbanistica Massimo Spalacci- ovviamente non contesta la promozione delle fonti energetiche alternative, ma chiede che sulla collocazione degli impianti sia realizzata un’apposita legge regionale e che su scala provinciale vi sia una vera programmazione degli interventi. Ricordiamo che la legge nazionale vigente permette l’installazione di impianti per energie rinnovabili anche in deroga agli strumenti urbanistici vigenti (( D.Lgs. 29.12.2003 n. 387, D.M. 19.02.2007, D.Lgs. 30.05.2008 n. 115). Senza una attenta riflessione sull’intera materia e una ponderazione degli interventi -aggiunge Spalacci- si rischia di distruggere la realtà paesaggistica del nostro territorio provinciale”.
L’Amministrazione di Urbino ha affrontato il tema con particolare attenzione. Il PRG urbinate infatti, considerato lo status di Sito Unesco, definisce un vincolo di tutela integrale su tutto il territorio, incluso gli scenari panoramici che si distendono dal proprio centro storico ai confini comunali. Scenari che spesso si trovano raffigurati nelle opere di Piero della Francesca, Timoteo Viti e altri grandi maestri del Rinascimento.
Nel formulare le proprie osservazioni in forma scritta, il dirigente dell’Ufficio Urbanistica, ing. Carlo Giovannini, dice che “l’intervento in questione rappresenta una violenza inaccettabile sul paesaggio urbinate e marchigiano che vanifica tutti gli sforzi finora condotti per salvaguardare i crinali della zona da interventi antropici molto meno rilevanti (una casa agricola, un antenna per la telefonia cellulare ecc.) di una sequenza di dodici torri alte circa cento metri”.
Sul progetto riguardante il Monte San Lorenzo di Cagli, la Giunta comunale di Urbino è stata chiamata ad esprimersi dalla Regione Marche, e con delibera ha affermato di “ritenere necessario che a livello regionale, provinciale e comunale vengano stabiliti precisi obiettivi da raggiungere in termini di produzione di energia elettrica attraverso fonti energetiche rinnovabili. Questo consentirebbe a ogni livello istituzionale, e soprattutto a livello comunale, di definire le modalità con cui raggiungere gli obiettivi prefissati e pianificare il sacrificio di paesaggio da attuare. In attesa di norme di indirizzo, dall’esame della documentazione relativa alla proposta progettuale in oggetto e in particolare dagli elaborati “rilievo fotografico” e “Fotomontaggi” non si può che rilevare un impatto visivo fortemente penalizzante per il territorio della provincia di Pesaro Urbino. Infatti le immagini mostrano crinali e versanti di notevole qualità paesaggistica disseminati di pale eoliche”.
Fonte www.comune.urbino.pu.it
Arriva l’eolico, s’alza la protesta. Il sindaco di cagli: “Compromesso il paesaggio”