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In una riunione organizzata dalla CNA per analizzare la situazione allarmante del settore del mobile e della meccanica gli imprenditori se la prendono con le banche che non stanno affatto aiutando le imprese.
Imprenditori arrabbiati con le banche “Ma quale aiuto, ci stanno affossando!” Infuocata riunione a Montecchio dei titolari di aziende del mobile e della meccanica. Non servono a nulla neanche i fondi di garanzia messi a disposizione dagli Enti locali Ma quale aiuto, le banche ci stanno letteralmente affossando! I piccoli e medi imprenditori del comparto produttivo (legno, arredamento e metalmeccanica), hanno lanciato il loro grido disperato nel corso del congresso provinciale della categoria, tenutosi l’altra sera a Montecchio. Un affollatissima riunione organizzata dalla CNA per analizzare la situazione allarmante del settore della manifattura con tanta gente in piedi, come non si vedeva da tempo: inevitabile segno della crisi e della grave situazione in cui versa l’intero comparto con oltre 200 imprese del mobile che hanno chiuso i battenti, 150 imprese in meno nel tessile e con una flessione consistente nel settore della meccanica e ancor più della nautica. Imprenditori arrabbiati ed in qualche caso esasperati, costretti a licenziare i propri dipendenti o ad abbassare le saracinesche dei propri laboratori per la crisi, ma soprattutto, per l’atteggiamento degli istituti di credito in questi ultimi mesi. “Nonostante i continui appelli di questi giorni, le banche - dice il responsabile dell’Unione produzione della CNA, Moreno Bordoni - continuano ad avere un atteggiamento incomprensibile nei confronti delle piccole e medie imprese. Ci sono i fondi di garanzia stanziati dalla Regione, dalla Camera di Commercio e dalla Provincia, eppure gli istituti di credito si rifiutano di concedere mutui, di finanziare progetti ed erogare finanziamenti a favore delle nostre aziende che mai come in questo momento avrebbero bisogno di aiuto. E invece gli istituti di credito che fanno? Stanno riducendo drasticamente i fidi e abbassano l’importo dei castelletti. Ed finanziamenti? Erogati con il contagocce con richiesta di garanzie a dir poco assurde”. Insomma, nonostante gli appelli e le dichiarazioni di disponibilità, le banche non stanno affatto aiutando le imprese”. Secondo la CNA, le istituzioni hanno già fatto la loro parte mettendo a disposizione fondi di garanzia, ora serve che le banche facciano la loro”. “Fondamentale in questo senso - ha detto il segretario provinciale della CNA, Camilla Fabbri - il ruolo che stanno avendo in questa fase i consorzi di garanzia come ad esempio Fidimpresa, il primo a livello regionale, che sta sostenendo le imprese in questo difficile momento. Basti pensare che nel 2008 Fidimpresa di Pesaro ha erogato alle aziende della provincia ben 48milioni e 500mila euro, ben 4 milioni di euro in più rispetto al 2007” Tra le richieste degli imprenditori manifatturieri anche quello di una revisione degli studi di settore che devono tenere conto del particolare momento economico. In questa fase è necessario rivedere tutti i parametri. Fonte CNA Pesaro
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