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In ragione degli ultimi accadimenti del disastroso avvio del CUP Marche, è contrario a quanto promesso anche dagli slogan resi pubblici all’utenza “Prenotare visite ed esami sanitari nelle Marche è semplice e gratuito” rappresenta uno dei possibili presupposti per un’azione contro la Pubblica Amministrazione.
L'analisi dello Studio Legale Panero sulla vicenda del CUP (disponibile presso l'account Facebook):
Tali accadimenti comprimono i principi generali in materia di sanità pubblica secondo cui “Il Servizio sanitario nazionale (SSN) italiano è un sistema pubblico di carattere universalistico e solidaristico, cioè garantisce l’assistenza sanitaria a tutti i cittadini senza distinzioni di genere, residenza, età, reddito, lavoro.
Il SSN assicura un accesso ai servizi nel rispetto dei principi della dignità della persona, dei bisogni di salute, di equità, qualità, appropriatezza delle cure e economicità nell’impiego delle risorse. I cittadini esercitano la libera scelta del luogo di cura e dei professionisti nell’ambito delle strutture pubbliche e private accreditate. [omississ]”.
Nondimeno risultano disattese le prescrizioni secondo cui “Le Regioni hanno la responsabilità diretta della realizzazione, del governo e [...] gestione e alla valutazione della qualità delle prestazioni sanitarie nel rispetto dei principi generali fissati dalle leggi dello Stato”.
Inoltre, pare approssimativa e superficiale la valutazione, ed il successivo inserimento nel capitolato d’appalto, delle chiamate giornaliere in entrata al CUP Marche nonché lesiva dell’efficienza e dell’efficacia dell’azione amministrativa.
Per la valutazione dei profili diversi per azioni in materia di entrate e spese pubbliche o penale si rinvia all’eventuale e successiva integrazione documentale in vostro possesso.
Ciò posto, con il Decreto legislativo 20 Dicembre 2009 n. 198 (“Attuazione dell’articolo 4 della legge 4 marzo 2009 n° 15 in materia di ricorso per l’efficienza delle amministrazioni e dei concessionari dei servizi pubblici”), di introduzione della CLASS ACTION, è garantita una nuova forma di tutela degli interessi del cittadino nei confronti della Pubblica Amministrazione affinché possa essere ripristinato il corretto svolgimento della funzione o la corretta erogazione di un servizio di cui risultano utenti.
Pertanto, analizzata la finalità dell’istituto (CLASS ACTION), gli ambiti tutelati, i presupposti per promuovere l’azione si ravvisa la possibilità concreta di promuovere l’azione collettiva contro l’ inefficienza delle amministrazione regionale e dei concessionari del servizio pubblico (CUP) attraverso la disciplina processuale prevista. [ Diffida – Termini per adempimento – Conciliazione art. 3, commi 1-3 D.Lvo 198/2009]
Leggi articolo del Resto del Carlino
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